lunedì, 14 luglio 2008

Breaking News (Daai si gin, 2004) di Johnnie To, con Kelly Chen, Nick Cheung, Cheung Siu-fai, Hui Shiu Hung, Simon Yam.

Stavolta non scrivo la trama perché non ho voglia.



Sontuosità visiva, esuberanza tematica, intreccio sterzante: Johnnie To ci consegna un’altra perla gioiosamente irregolare da aggiungere ad una filmografia di straordinaria ricchezza. Ancora una volta il cineasta hongkonghese declina l’action a modo suo, volteggiando con rara sapienza tra sparatorie sibilanti e spettacolarizzazioni massmediatiche, tra inseguimenti metropolitani e assedi grotteschi, senza mai cadere nel déjà vu o nella monotonia narrativa, ma alternando felicemente generi e toni differenti.



È proprio l’ibridazione dei generi, secondo chi scrive, a costituire la chiave di lettura più adatta per questo Breaking News. Se infatti il côté mediologico del film - la critica alla strumentalizzazione dell’informazione - difetta di autentico mordente, finendo per sclerotizzarsi in schematico scontro d’immagine tra polizia e rapinatori, la cangianza dei registri funziona alla perfezione, zigzagando tra sprazzi farseschi, siparietti da commedia sentimentale e affondi noir, per lasciare infine spazio a uno squarcio mélo di sorvegliata sinteticità.



Il tutto sovrastato da uno sguardo di vertiginosa maestria stilistica: le sequenze d’azione sono sinfonie visive di cocente bellezza. All’imponente piano sequenza iniziale - un dolly danzante di ben 6’ e 45” - vanno senz’altro aggiunti i plastici scontri a fuoco nei corridoi dell’edificio e la sparatoria verticale nel vano dell’ascensore. Non è tutto. Split-screen tattici, ralenti distillatissimi, carrelli avvolgenti, steadycam labirintica: momenti di pura forma in cui a imporsi è l’intensità della trasfigurazione estetica. Fare attenzione, durante le sparatorie i rapinatori non corrono mai: rubare tempo alla morte è il più sublime dei crimini.

postato da: alespiet alle ore 23:39 | link | commenti (6)
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Commenti
#1   16 Luglio 2008 - 10:27
 
Il padre dei due bambini rapiti che si dà forti colpi in testa con una mano (come ho visto fare in mille cartoni animati) per scusarsi del suo maldestro tentativo di ribellione, è di raro godimento.
Così come l'espressione (o la non espressione?) del volto del protagonista durante la finale conferenza stampa riassume in un lampo tutto.
un abbraccio.
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#2   20 Luglio 2008 - 19:25
 
Lam Suet (il padre autopercuotentesi dei due bambini) è forse il più grande caratterista impiegato da To. Ne combina sempre di ogni ed è immancabilmente spassosissimo, proprio come dici tu.

Un abbraccio

Ale
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#3   01 Agosto 2008 - 07:42
 
no, no!
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#4   01 Agosto 2008 - 08:42
 
i criminali del film ti sono entrati in casa? troppo to? calura? ubbie?
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#5   01 Agosto 2008 - 09:01
 
al di là della trasfigurazione obliqua e mediatica (e del p.sequenza d'incipit) non ho visto nessun motivo d'interesse, non mi ha fatto nè caldo nè freddo, un bicchier d'acqua tiepido, eh, cosa vuoi farci, sono un plebeo!
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#6   01 Agosto 2008 - 11:11
 
non voglio farci proprio niente, non intendo sindacare sullo status sociale di chicchessia. mi spiace per te, tutto qui.
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